Interviste Metal Metal

Metal e divertimento: la formula vincente dei Necrofilia

Necrofilia live al Krach

I Necrofilia sono una band di San Marino che festeggia i venticinque anni sulla scena musicale. Una passione che unisce dedizione alla causa e puro divertimento. Hanno superato cambi di formazione, la mancanza di spazi live per il genere fino al Covid che ha bloccato la vita e le attività di tutti.

La loro formula è sempre heavy metal estremo e veloce ma con una importante base melodica di fondo. Già dal loro primo album Lost in Chaos del 1998 riuscirono a raccogliere consensi entusiasti dalle principali riviste del settore come Metal Shock e Metal Hammer.

Ma la forza dei Necrofilia sono i live, infatti nel 2001 superano la concorrenza di 1500 band riuscendo a suonare con uno dei loro miti di sempre: Paul Di’ Anno. E ancora concerti di spalla a band iconiche come Behemoth, Crackdown, Raw Power, Node e Vision Divine. Nel 2006 incidono Crush Test fino all’ultimo Rhelligion del 2019.

A parte l’ultimo entrato Luca Urbinati alla chitarra solista, il resto della band rimane la formazione originale. Alla voce e chitarra Francesco Zazzi,al basso Daniele Zafferani e alla batteria Claudio Cecio Sensoli. I Necrofilia festeggiano quest’anno i 25 anni di attività e hanno voluto pubblicare il live 25 Years of Metal disponibile, per il momento, su Spotify. Abbiamo voluto fare qualche domanda a Francesco Zazzi, leader dei Necrofilia.

Ciao Francesco, quali sono state le band che vi hanno ispirato a inizio carriera?

Principalmente il glam rock, i primi Bon Jovi, Motley Crue. Poi siamo passati a cose più “estreme” come Slayer, Sepultura, Metallica, Megadeth.

Come riuscite a portare in giro la vostra musica, quali sono i canali che vi permettono di programmare tour?

La rete ci ha permesso di metterci in contatto con gruppi Facebook come We Fucking Rock che sostiene la scena rock- metal underground italiana. Malamusica di Brescia che si occupa di creazioni di tour, eventi e concerti. Queste realtà, attive nel nostro paese e con un gran seguito, ci permettono di partecipare a festival e suonare in locali adatti alla nostra musica. Prima del Covid riuscivamo a fare una trentina di concerti l’anno, ora stiamo ripartendo.

Cosa consiglieresti ai ragazzi che si affacciano al genere e provano a formare una band?

E’ fatica formare una band perchè il segreto consiste nel trovare amici che hanno gli stessi gusti e gli stessi obiettivo. Molte band invece vogliono tutto e subito e durano poco. Importante poi è fare un’investimento iniziale incidendo un demo autoprodotto di 4 o 5 canzoni. Noi siamo insieme da 25 anni e quello che ci tiene ancora uniti è il divertimento, la base di tutto.

Avete fatto un tour in Nord Est Europa, come siete riusciti? Come è stata l’accoglienza?

Dobbiamo ringraziare la nostra manager Agrita innanzitutto. Ma anche agganci che abbiamo preso ad un concerto a Trieste dove ci hanno proposto delle date in Lituania. Il primo anno durante quel tour c’era una media di 40 ingressi, il secondo 100 e un pubblico appassionato ed entusiasta che conosceva le nostre canzoni.

Il vostro video Son of Beer mostra il vostro lato più divertente della band

E’ il nostro aspetto più vero e autentico. Per realizzarlo abbiamo chiesto ai nostri fans di inviarci dei brevi spezzoni di video che testimoniassero la loro passione per la birra. E’ stato un modo per coinvolgerli e renderli partecipi.

a cura di
Beppe Ardito

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