IN6N: “Parlo di quello che provo, senza filtri”

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IN6N, al secolo Gianmarco Ciullo, è un giovane artista romano che ha pubblicato il suo nuovo album, intitolato “IL MALE MODERNO”, un lavoro di nove tracce che condensano urla liberatorie e sensazioni rivoluzionarie verso il proprio sentire. Si tratta di un album a tratti controverso, ma che assicura un impatto non trascurabile nell’animo di chi l’ascolta. Un mix tra esoterismo, musica trap e attitudine hardcore: “IL MALE MODERNO” è quel mix di cui non sapevi di avere bisogno.

Ma che cosa significa “IL MALE MODERNO”? Ne abbiamo parlato con l’artista.

IN6N è un nome d’arte che fa pensare all’immaginario della follia. Qual è il tuo rapporto con questo immaginario così imprevedibile?

Credo che la follia sia l’essenza dell’arte, almeno per la mia visione di arte. Lasciarsi andare completamente alle vere emozioni che una prova senza censure di nessun tipo.

La tua musica mescola generi disparati dalla trap al metal unendosi in un approccio hardcore. Hai avuto le idee chiare da subito per questo album?

Per quest’album in particolare sì. La contaminazione hardcore ha sempre fatto parte del nostro bagaglio culturale mio e di Rhen, e la prima cosa che ci siamo detti è stata “facciamo ‘na roba hardcore” in chiave moderna. Infatti, nei testi sono presenti frasi molto crude, in una chiave quasi “funny” “grottesca” che richiama appunto la figura del “JESTER” sulla copertina del disco.

“IL MALE MODERNO” è il titolo del tuo album che provoca un effetto quasi sconcertante all’ascolto. Cosa si intende per “moderno”? Il male cambia a seconda dell’epoca?

Se parliamo da un punto di vista di sound, moderno perché abbiamo preso quello che ascoltavamo noi da teenager e l’abbiamo fuso con sonorità techno e legate al mondo della trap. Se parliamo invece dal punto di vista sociale, beh sì il male cambia a seconda dell’epoca, e a parer mio stiamo assistendo a una nuova forma di male, l’essere felici. Non pensate al male come un aspetto negativo, ma bensì come un grido di rivoluzione da un mondo completamente apatico che spinge all’odio e basta. Si sono un po’ nichilista.

La tua musica non fa giri di parole. Che rischi comporta questo essere così diretto?

Non m’interessa dei rischi, io parlo di quello che sento e che provo senza filtri senza fingere quello che non sono, se vieni a un live nostro una volta capirai cosa intendo. Letteralmente un misto tra una stand up comedy e un concerto hc punk, onestamente non so nemmeno io chi divento sul palco. Però boh figo.

 A che pubblico ti rivolgi?

A tutti, tranne che alle nonne, purtroppo loro non hanno capito la nuova Wave Oscura.

a cura di
Redazione

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