Guardiamo “Indietro” per andare avanti con Beatrice Pucci

Si chiama “Indietro” ed è il nuovo album di Beatrice Pucci, fuori dal 14 aprile. A circa un anno dal suo EP d’esordio “Le Colline dell’Argento”, la cantautrice di Civitavecchia torna con una nuova riflessione dolce e saggiamente profonda, questa volta soffermandosi sul tempo.

Indietro”, anche title track dell’album, si lega indissolubilmente alla prima traccia dell’album, “Solo il Tempo”. Cosa può solo il tempo è tutto da scoprire, brano dopo brano e con un attento ascolto di tutto il disco.

Un tempo che è prevalentemente interiore, quasi proustiano, dove ogni elemento è un’epifania e dove ogni ricordo (vissuto oppure no) è frutto di nostalgia. I tedeschi la chiamano fernweh, ovvero la nostalgia di un posto in cui non si è mai stati, o anche un momento che non si è mai vissuto di cui però si prova un senso di nostos.

È un po’ questo il mood in cui versa il nuovo disco di Pucci, in un tempo a tratti indefinito, a tratti del tutto interiore e lirico, ciononostante non diventa mai troppo egoriferito ma anzi riesce a raggiungere delle caratteristiche di universalità in cui potersi tuffare.

Al centro del disco c’è quindi anche il discorso della nostalgia, sentimento vissuto però senza negatività, ma anzi, diventa per l’artista un punto di forza per poter rivalutare in maniera più consapevole il passato per poter affrontare con una forza più vivida il futuro.

Beatrice Pucci è una cantautrice originaria di Civitavecchia. Le interessa la musica piena di contrasti che riesce ad esprimere verità non dette, e quando è il giusto momento catturarla così com’è senza cercare di cambiarla. Le piace la musica che può essere interpretata in tantissimi modi, infatti preferisce non parlare del significato dei suoi testi. Le canzoni contengono paesaggi sonori personali in cui non esiste un tempo o uno spazio preciso.

a cura di
Redazione

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