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“Five Years of Brutalism”: La celebrazione degli Idles

A cinque anni dalla pubblicazione gli Idles propongono una nuova versione del loro album di debutto “Brutalism”. Limited edition con vinile in rosso. Nella versione digitale l’intero concerto “segreto” durante il Festival di Glastonbury dove hanno suonato l’intero disco

Riproporre il primo full-lenght di una band sembra come una coppia che riguarda i momenti salienti del loro incontro, quando l’amore sboccia e rompre gli schemi di una vita monotona. Anche gli Idles, in qualche modo hanno rotto gli schemi, perché in un periodo di riflusso per il rock sono stati l’urlo che ha fatto sobbalzare la working class disillusa e senza riferimenti morali. Un vero miracolo, un muro di suono e di intenzioni che era necessario.

Five Years of Brutalism

Per chi segue da tempo la band noterà l’urgenza di questo lavoro apparentemente acerbo ma già ben definito. Nei dischi successivi il loro stile diventerà più centrato e definito. Se “Joy As An Act Of Resistance” è la conferma del loro sound massiccio, “Ultra Mono” sarà il caos organizzato, l’energia che sprigiona forza fino all’introspezione e la maturità di “Clawler”.

Dietro il disco “Brutalism” c’è una storia di sofferenza e di amore personale per il cantante Joe Talbot.

Il suo lavoro nel pub e l’assistenza alla madre malata (raffigurata in una splendida foto in bianco e nero nel retro copertina) che morirà di lì a poco. La consegunte assunzione di droghe e alcool per fortuna non vincerà sulla voglia di sfogare la rabbia conseguente. Questo album diventa così una resa dei conti con l’esistenza. La condanna della Brexit delle ingiusitzie verso le diversità e l’incertezza del futuro testimoniano poi lo spessore culturale della band infarcito dagli slogan sparati in faccia.

Ma non prendete la loro durezza come un invito a lasciare la festa. I loro tesri non sono solo carichi di tensione e rabbia ma parlano anche di fratellanza, antirazzismo, difesa delle diversità, uguaglianza, unità. e in questo sta la loro grandezza. un po’ il fratello maggiore che ti spiega il brutto mondo che c’è là fuori, non ti dà illusioni ma ti spiega anche il modo di uscirne vivi, in qualche modo.

Quinid siete tutti invitati alla celebrazione del verbo Idles, la sua esaltazione sonora carica di nervi e muscoli tesi. “Five Years of Brutalism” è un esempio splendido di questo, dell’amore che diventa sintesi di sensazioni condivise in salsa post-punk. Se per Adani Messi è la celebrazione del calcio, gli Idles sono la rappresentazione del suono che diventa vitale, vivo e pulsa come un cuore impazzito. Benvenuti in questa giostra di suoni necessari e vitali.

Sexual violence doesn’t start and end with rape
It starts in our books and behind our school gates
Men are scared women will laugh in their face
Whereas women are scared it’s their lives men will take

Mother-Idles

a cura di
Beppe Ardito

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