INTERVISTE

“Inaktuell”, elettronica e poesia si incontrano nell’EP di HACK

In occasione dell’uscita del primo EP “Inaktuell”, abbiamo avuto il piacere di intervistare HACK, progetto romano formato da Denise Fagiolo, Cristiana Della Vecchia e Giulio Maresca.

Il progetto HACK nasce dall’unione libera e in divenire di diverse intenzioni espressive e sperimentazioni creative. Nascono così nuove forme di composizione e scrittura, in cui l’elettronica e le parole si incontrano ed evocano mondi nuovi e inesplorati.

“Inaktuell”, pubblicato per Beta Produzioni a Novembre 2022, racconta proprio delle idee, delle intuizioni, delle esistenze fuori dall’ordine del tempo, dando forma (senza perdere la sostanza) a sogni e visioni.

Ciao ragazzi, benvenuti su Distorsioni Sonore! Il vostro primo EP si intitola “Inaktuell”: come è nata la vostra collaborazione e che idea racchiude questo progetto? Cosa significa per voi “Inattuale”?

Ciao e grazie per il vostro interesse! La nostra collaborazione è nata nel 2017, io (Denise, voce) e Cristiana (synth/tastiere) avevamo già suonato insieme nel progetto “La Distanza della Luna” dal 2013. Con il tramonto di quest’ultimo ho sentito l’esigenza di ampliare i miei orizzonti sonori e compositivi, parallelamente al mio crescente interesse per la musica elettronica. Abbiamo cercato una persona che potesse corrispondere a queste nuove necessità e l’abbiamo trovata in Giulio (drum/electronics), che ha una lunga esperienza come Dj e sound designer. Le nostre diverse provenienze e ispirazioni hanno portato a un incontro molto fecondo che è esitato nella realizzazione di “INAKTUELL”; il titolo racchiude il senso della nostra intenzione, cioè di non aderire al gusto prevalente nello scenario contemporaneo, ma di essere liberi di sperimentare e creare seguendo le nostre creatività e le nostre idee. C’è anche un altro livello di lettura, che riguarda i testi delle nostre canzoni: ciascuna parla di un personaggio realmente esistito o letterario che è stato inattuale in quanto anticipatorio rispetto al tempo in cui è vissuto.

L’Artwork cover di “Inaktuell”
Sento numerose influenze di generi disparati, dall’elettronica al dream pop, fino ad arrivare al Battiato più sperimentale (omaggiato infatti dalla cover di “Via Lattea”). Questa domanda ci piace sempre farla: cosa o chi vi ha ispirato maggiormente?

Ci sono tutti i riferimenti che hai notato, ai quali aggiungerei anche le influenze techno di Giulio e quelle pop di Cristiana. Allo stesso tempo non saprei dirti se ci sia un “chi” precisamente individuabile, vista la mescolanza delle nostre provenienze credo che sarebbe una figura composita di cui non saprei individuare una precisa fisionomia.

In tutti i brani i concetti di spazio e tempo si espandono, uscendo dai loro confini, evocando visioni e atmosfere sognanti. In che modo avete lavorato tra di voi per fare in modo che la poesia delle parole e la musica viaggiassero sulla stessa lunghezza d’onda?

L’intreccio tra suono e parola è senza dubbio centrale nella nostra visione compositiva, ma non abbiamo seguito un unico procedimento o metodo per realizzarlo. Alcuni brani partivano da mie idee, sia strumentali che testuali, e sono stati poi arricchiti e sviluppati sia armonicamente che ritmicamente da Cristiana e Giulio, mentre altri provenivano da loro spunti e creazioni e io ho scritto successivamente i testi e le melodie.

I testi dei brani sono tutti sviluppati in italiano, ma il titolo dell’album e alcune canzoni come, ad esempio, “Flares” hanno titoli in lingue straniere. C’è una motivazione particolare per questa scelta?

“Flares” mi piaceva di più di “brillamenti solari” e apprezzavo anche il fatto che la pronuncia fosse molto simile al francese “fleures”, come a voler unire l’eruzione nel cosmo e la fioritura sulla terra. Ammetto che anche scegliere “Inaktuell” anziché “Inattuale” è stato per puro gusto fonetico.

Foto di Giulia Natalia Comito
Ascoltando questo EP viene una gran voglia di ballare, soprattutto sui pezzi più ritmati come “WP”. Cosa ne pensate della scena musicale elettronica in Italia?

Ah ecco una domanda a trabocchetto! Scherzi a parte… 

Pensiamo che in Italia ci siano tantissimi artisti bravi e interessanti, ci sono anche etichette indipendenti che hanno il coraggio di proporre suoni e visioni innovative ma che, insieme ai loro artisti, spesso rimangono troppo in ombra e difficilmente riescono a portare avanti la propria direzione artistica.

Non vorremmo fare il solito discorso “all’estero è meglio”, ci fa riflettere però il fatto che quando si parla di musica elettronica lo sguardo vada automaticamente oltre i confini nazionali.

L’elettronica ormai è dappertutto, anche nelle produzioni esplicitamente pop, ci piacerebbe che anche la scena più underground potesse avere la sua dignità e il giusto spazio.

Ci piacerebbe anche vedere un pubblico coraggioso e volenteroso di supportare la scena locale, in questo modo forse potrebbero nascere più spazi di ascolto, locali, piccoli club in cui poter proporre una programmazione esclusivamente di genere.

Il brano “Mileva” vede la partecipazione di Luca Novelli dei MOKADELIC alle chitarre. Con quali altri artisti vi piacerebbe intraprendere delle collaborazioni?

Nel panorama italiano apprezziamo moltissimo IOSONOUNCANE, Caterina Barbieri, Meg. Il mio sogno più grande di collaborare con Battiato dovrò destinarlo ad altre vite, visto che lui era così certo che ci fossero. Spero che avesse ragione.

“Tutto è un mistero, perfetto e immobile”, ma nei futuri progetti di HACK cosa è previsto? Un mistero o avete un’idea chiara?

Un mistero, sicuramente imperfetto e altrettanto certamente in movimento.

a cura di
Chiara Serri

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